Bollettino dicembre 2020 anno 35 n° 1

 

“Una vita per la gioventù”

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Dal redazionale di Madre Maria Letizia    

Nella luce della fede

per ritornare alla sorgente della vita  

       Siamo contente di potervi raggiungere con questo nostro bollettino che rimarrà unico nel 2020.

Tanti eventi si sono verificati in questo anno, il più determinante per la vita di tutti, che ha avvolto l'umanità intera è stato il contagio del virus Covid 19. Una tempesta inaspettata che ha sorpresi e disorientati tutti mettendo a nudo la nostra fragilità, i nostri limiti, senza darci, a distanza di mesi, indicazioni sicure su come preservarci, su come curarci. Tutti noi abbiamo davanti le immagini strazianti trasmesse dai notiziari televisivi, ma anche dal racconto di persone care che purtroppo si sono viste strappare familiari e amici.

       Anche la nostra comunità non è stata esente dalla prova. La nostra consorella, suor Maria Vincenza, con abitudini molto riservate, anche per la sua età, non è stata risparmiata dal mortale contagio, lasciando tra noi un grande vuoto....

Ha dato slancio e fervore al nostro cuore la Santa Messa che ogni giorno apriva la nostra giornata in comunione con tutta la Chiesa celebrata da Papa Francesco e trasmessa sulla rete di TV 2000. Per noi quel momento era come l'esperienza della visita del Papa che entrava nella nostra sala di lettura per stare con noi e donarci Gesù. Il suo spezzare il pane della Parola dava ogni giorno un significato nuovo per vivere la giornata in comunione con i sofferenti, con i medici nel campo, gli operatori sanitari, gli ammalati e i familiari dei colpiti.

Un particolare evento ha segnato quest'anno la storia della nostra Congregazione di “Suore Clarisse della SS. Annunziata”, che da cinque anni sta vivendo l'esperienza di una fattiva collaborazione con le “Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato” di Napoli. Un lungo periodo di conoscenza, di condivisione che ha evidenziato tante affinità sia nella spiritualità come nel carisma educativo. Accompagnate dalla Chiesa, in data 1 novembre, solennità di tutti i santi, è stato ratificato il “Decreto Canonico” che ci unisce a loro e ci rende una sola famiglia. Abbiamo accolto questo evento storico come un grande dono del Signore che ci consente di continuare insieme a loro una testimonianza di fede e di amore a Dio con la continuità delle opere di apostolato e nella scuola.

Mentre in questi giorni guardiamo con preoccupazione l'evolversi della situazione Covid, ci sentiamo impegnate nella preghiera invocando l'aiuto di Gesù perché estenda su tutta l'umanità la sua forza risanatrice e la ricolmi di pace e amore.

                

                             Auguri per un Natale vissuto nella fede

                                 e come esperienza di condivisione e di fraternità universale.

                                 Santo Natale! Sereno nuovo anno!

 


   

 

Bollettino dicembre 2019 anno 34 n° 2

 

“Una vita per la gioventù”

 cop-dic2019

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Dal redazionale di Madre Maria Letizia    

Nel cuore dell’uomo c'è una attesa di felicità e di salvezza, di senso e di speranza, un desiderio di andare al
di là dell'esteriorità per ritrovare la bellezza e grandezza della propria umanità. Questa attesa scritta nelle
nostre vite da sempre
, raccontata dalle aspirazioni di popoli e profeti, di poeti e filosofi ha avuto una
risposta: il bambino di Betlemme, il figlio di Maria, Gesù di Nazaret, il crocifisso e risorto
, una vera
alternativa a come e dove si erano attardate le attese della gente. Le TV, la stampa, i corrispondenti, gli
storici, i commercianti, gli uomini d’affari, gli ambasciatori erano tutti concentrati a Roma. Quello era il centro
del mondo, lì si decidevano le sorti di tutti. A Betlemme invece c’erano due giovani sposi, due immigrati in
cerca di un albergo, un alloggio, una casa, una stanza e han trovato una mangiatoia e dei poveri pastori,
poveri senza fissa dimora. Per i rabbini, per i preti del tempio, i pastori erano persone impure, escluse dalla
vita religiosa ufficiale. Sono però solo questi che sanno scoprire in un fatto della vita quotidiana, come la
nascita di un bambino, la salvezza. Non era questo il mondo che contava.

Noi, come quei pastori, possiamo ancora commuoverci davanti a quell’insignificante bambino e come loro
“andiamo, vediamo, conosciamo.. “andarono, trovarono, videro, si stupirono, tornarono, glorificavano
e lodavano. Come sempre le cose più importanti sono invisibili agli occhi. Sono verbi da coniugare per dare
sapore alla nostra vita, perché in quella notte noi possiamo scoprire il sole. Le mille luci delle nostre case
sono solo la stradaper arrivare al sole. Le luci si spegneranno, ma ci porteremo via il sole che non perderemo
più. Non si tratta di scandalizzarci del consumo, ma di non perdere l’anima dell’attesa. Dobbiamo convivere
con le abitudini e le operazioni commerciali e saper guardare oltre.

C’è una attenzione al povero che non è occasionale, ma progettuale e fa parte del bilancio di ciascuno di noi o
della parrocchia o della  famiglia; c’è una decisione di spiritualità che non è sentimentalismo, ma percorso di
interiorità e di meditazione; c’è un commercio equo e solidale, che mentre ti permette di esprimere gratitudine
fa crescere chi è nel bisogno; c’è possibilità di accoglienza che va oltre il gesto di compassione del momento;
c’è una comunità in cui decidere di fare passi semplici, ma continui nella direzione del vangelo....

Con Maria , con il suoi aiuto, con la sua fede, con il suo amore attendiamo, accogliamo Gesù nel desiderio che
Egli possa essere per tutti fonte di consolazione e di speranza in un mondo pacificato dall'amore.

 

AUGURI ! BUON NATALE, SANTO NATALE,

con Gesù accolto nel nostro cuore, amato,

testimoniato nella gioia di averlo incontrato.

Il nuovo anno sia ricco di bene .

Con affetto fraterno per tutti la nostra preghiera.

                                                   Suore Clarisse della SS.Annunziata

 


   

 

Bollettino settembre 2019 anno 34 n° 1

 

“Una vita per la gioventù”

 copertina

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Dal redazionale di Madre Maria Letizia    

 

Le conseguenze del degrado dell'ambiente e dell'inquinamento sono sotto gli occhi di tutti con i fenomeni meteorologici estremi, lo scioglimento dei ghiacciai, la scarsità delle acque, l'incuria dei bacini idrici e la considerevole presenza di plastica negli oceani. Si è creata una emergenza climatica che minaccia gravemente la natura e la nostra vita. IlPapa, nel suo messaggio per la giornata mondiale di preghiera per la salvaguardia del creato del settembre, invita tutti ad aderire all'iniziativa nata nell'ambito ecumenico al “Tempo del creato... “Dio vide che era cosa buona” (Gen 1,25).Lo sguardo di Dio, all'inizio della Bibbia, si posa dolcemente sulla creazione . Dalla terra da abitare alle acque che alimentano la vita, dagli alberi che portano frutto , agli animali che popolano la casa comune, tutto è caro agli occhi di Dio, che offre all'uomo il creato come dono prezioso da custodire.

 

Tragicamente la risposta umana al dono, dice
il Papa, è stata segnata dal peccato, dalla chiusura nella
Propria autonomia, dalla cupidigia di possedere e di sfruttare.
Egoismi e interessi hanno fatto del creato, luogo di incontro e
di condivisione, un teatro di rivalità e di scontri.
Così si è messo in pericolo lo stesso ambiente, cosa buona agli occhi di
Dio divenuta cosa sfruttabile nelle mani dell'uomo.
Alla radice, abbiamo dimenticato chi siamo: creature a immagine di Dio (Gen 1,27),
chiamate ad abitare 
come fratelli e sorelle la stessa casa comune....

 


   

 

Bollettino dicembre 2018 anno 33 n° 2

 

“Una vita per la gioventù”

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Dal redazionale di Madre Maria Letizia    

 

Natale: è festa, Gesù è con noi !  

 

"In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio».(Lc 2, 1-14)

 Una pagina di storia questa che da due millenni continuiamo a leggere per andare alle sorgenti della nostra vita vera, quella che Dio Padre ha voluto donarci perché diventassimo suoi figli nel suo Figlio unigenito Gesù.

"E' in te la sorgente della vita" (Sal 36,10)", prega il salmista. In questa breve espressione c'è il richiamo a riconoscere che tutto ha la sua origine in Dio al quale è dovuta la lode, il ringraziamento per la sua opera, per le meraviglie del cosmo e per l'uomo vivente, il solo capace di riconoscere Dio creatore. All'amore del Padre non è bastato pronunciare la Parola con cui tutto è stato creato. Ha voluto che la sua stessa Parola prendesse la nostra carne. Dio, l'unico vero Dio, si è fatto uomo in Gesù e ha portato sulla terra la sorgente della vita. Questo è il natale !

La fonte di ogni bene, di ogni essere e di ogni felicità è venuta a stabilirsi fra noi. “Io sono venuto -dice Gesù- perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza” (Gv 10,10) Egli ha riempito di sé ogni tempo e spazio della nostra esistenza e ha voluto rimanere con noi per sempre ed amare sotto le più varie spoglie.

 Si riempia il nostro cuore del desiderio del “Salvatore” e una preghiera sgorghi spontanea così:

 

Rendici, Signore, frammenti di luce,

amministratori sapienti del tempo

per liberarlo per te e per i fratelli,

gestori oculati degli spazi che abitiamo,

perché siano luoghi di servizio e di condivisione,

capaci di raccontare di te, con la nostra vita,

felici di incontrarti in ogni uomo,

soprattutto in chi è piccolo, povero, fragile,

emarginato, testimoni credibili”.

 


   

Bollettino Luglio 2018 anno 33 n° 1

 

“Una vita per la gioventù”

Dal Redazionale di Madre Maria Letizia

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Tutti chiamati ad essere santi 

Il nostro Papa Francesco sempre ci sorprende !

Con l'esortazione apostolica “Gaudete et exsultate” sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo, Papa Francesco ci ha fatto dono di un itinerario di vita come cammino che ci porta ad essere “più vivi, più umani”, un cammino desiderabile, percorribile da tutti, che “non toglierà forze , vita e gioia”, ma porterà a trovare il senso pieno della vita, la vera felicità . Il Papa vede la santità là dove noi proprio non scorgiamo nessun riverbero. Scrive “Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente: nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che portano il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere”. “Questa è tante volte la santità della 'porta accanto', di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio”. 

Una santità alla portata di mano.

Papa Francesco, nell'indicare la via della santità esalta quella delle donne: “Tra le diverse forme, voglio sottolineare che anche il 'genio femminile' si manifesta in stili femminili di santità, indispensabili per riflettere la santità di Dio in questo mondo. E proprio in epoche nelle quali le donne furono maggiormente escluse, lo Spirito Santo ha suscitato sante il cui fascino ha provocato nuovi dinamismi spirituali e importanti riforme nella Chiesa. Dove trovare l'alimento per crescere nella via della santità? Il Papa suggerisce:

“Nella Chiesa, santa e composta di peccatori troverai tutto ciò di cui hai bisogno per crescere verso la santità. Il Signore l'ha colmata di doni con la Parola, i Sacramenti, i santuari, la vita della comunità, la testimonianza dei santi e una multiforme bellezza che procede dall'amore del Signore, come una sposa che si adorna di gioielli”.

Il Signore susciti nel nostro cuore il desiderio e la volontà di essere “un santo della porta accanto” a partire proprio da oggi.

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Bollettino Dicembre 2017 anno 32 n° 2

 

“Una vita per la gioventù”

Dal Redazionale di Madre Maria Letizia

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In cammino, guidati dalla stella

Nella notte di Natale Gesù si è manifestato, primi fra tutti, ai pastori, uomini umili e disprezzati, considerati addirittura dei briganti, successivamente si è manifestato ai Magi che venivano da terre lontante.  Papa Francesco nell'Angelus dell'Epifania dello scorso anno sottolineava : “I pastori di Betlemme accorsero subito a vedere Gesù non perché fossero particolarmente buoni, ma perché vegliavano di notte e, alzando gli occhi al cielo, videro un segno, ascoltarono il suo messaggio e lo seguirono. Così pure i Magi scrutarono i cieli, videro una nuova stella, interpretarono il segno e si misero in cammino da lontano. I pastori e i magi ci insegnano che per incontrare Gesù è necessario saper alzare lo sguardo al cielo, non essere ripiegati su noi stessi, sul nostro egoismo, ma avere il cuore e la mente aperti all'orizzonte di Dio, che sempre ci sorprende, saper accogliere i suoi messaggi e rispondere con prontezza e generosità”.  I Pastori, i Magi... guardando il cielo, interpretando i segni si mettono in cammino e trovano.  Noi credenti e uomini di buona volontà, in cammino con lo sguardo su Gesù, il vero Segno,  ci scopriamo figli di Dio, ci sentiamo famiglia di Dio fratelli di Gesù  e in Lui amati dal Padre e avvolti dallo Spirito. Quale meravigliosa esperienza...  quale gioia immensa... !

            La Vergine Maria, che accolse i Pastori e i Magi a Betlemme, ci aiuti tutti ad alzare lo sguardo da noi stessi, a lasciarci guidare dalla stella del Vangelo per incontrare Gesù, e a saperci abbassare per adorarlo. Così potremo portare agli altri un raggio della sua luce e condividere con loro la gioia del cammino nella Chiesa e con la  Chiesa . 

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Bollettino Luglio 2017 anno 32 n° 1

 

“Una vita per la gioventù”

Dal Redazionale di Madre Maria Letizia

boll luglio 2017La visita di Papa Francesco a Genova è stata davvero straordinaria.
Ricca di momenti particolari che gli hanno consentito di incontrare tutte le categorie di persone che l'attendevano con trepidazione e affetto. In questa mia pagina redazionale desidero sottolineare alcuni pensieri rivolti dal Santo Padre ai giovani incontrandoli al santuario della Madonna della Guardia. Un incontro vivace, un dialogo aperto. Alla domanda della giovane Chiara che chiede : come essere missionari verso i coetanei che vivono situazioni difficili e che sono vittime della droga, dell'alcool, della violenza e dell'inganno del maligno, il Papa risponde con un insegnamento che mi è parso utile non solo per i giovani di quell'incontro ma per tutti, per ricuperare la dimensione cristiana del vivere insieme come fratelli, come figli di Dio. Egli ha detto: l'essere missionari ci porta a imparare a guardare con occhi nuovi la città, la nostra vita, la nostra famiglia, tutto quello che è attorno a noi.
L'esperienza missionaria ci apre gli occhi e il cuore. E così smettiamo di essere “turisti della vita”, per diventare uomini e donne, giovani che amano con impegno nella vita...
La missione ci avvicina al cuore di tante persone...
Ma per vivere la missione suppone che si ascolti Colui che ci invia, che è sempre Gesù. Vado dalla gente, vado dagli altri a parlare della mia vita, di Gesù e di tante cose con una trasformazione della mia personalità che mi fa guardare in un'altra maniera e anche sentire in
un'altra maniera... Madre Maria letizia

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Bollettino Dicembre 2016 anno 31 n. 2

 

“Una vita per la gioventù”

Dal Redazionale di Madre Maria Letizia

 BOLLETTINO-DICEMBRE-16

“Mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai poveri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri.
(Is 61) Questa è la vocazione di Cristo ma è anche la vocazione del cristiano. Andare agli altri, verso quelli che hanno bisogni sia materiali che spirituali.
Come fare questo? Innanzitutto con la preghiera, poi con il ringraziamento a Dio per tutto quello che ci dona e andando verso gli altri che sono nel bisogno: chi è in difficoltà, chi è ammalato, seminando gioia e pace. In questo modo vivremo il Natale, e la gioia sarà grande in noi e si espanderà come raggio di sole sull'umanità.
Molto spesso si prova un senso di smarrimento di fronte a fatti e circostanze che sembrano ripetersi senza mai finire.
Per superare questo non dobbiamo abbandonare mai la speranza, credere fermamente che Dio cammina con noi, che Dio ci prende per mano e sempre ci accompagna e diventare testimoni di questa certezza.
Il Padre ci accompagna suscitando apostoli che ci aiutano a guardare avanti con fiducia.
Tra questi troviamo in prima fila Papa Francesco con le sue catechesi, con le sue omelie, con la testimonianza della sua vita attenta soprattutto a ricuperare “la pecora perduta”, “il figlio prodigo” additandoci Gesù come Maestro e modello.
Questo Natale sia per tutti luce che apre nuovi orizzonti di vita, che dà un respiro profondo ai nostri pensieri ispirati dalla fede, dalla speranza e sorretti dall'esempio dei santi.

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Bollettino Luglio 2016 anno 31 n. 1

 

“Una vita per la gioventù”Bollettino Luglio 2016

Dal Redazionale:

“ Il cuore non si accontenta della bellezza, dello splendore delle cose create ma ha sete di infinito. Ecco allora l'importanza di aprire, accanto al libro della natura, il “Libro”, la Sacra Scrittura, parola scritta per noi, risposta alle nostre domande più profonde, luce per il nostro cammino “ Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” (Sl 119,105). Scoprire attraverso la preghiera dei salmi di essere conosciuti e amati da Dio: “Signore tu mi scruti e mi conosci, tu sai quando seggo e quando mi alzo, ti sono note tutte le mie vie” (Sl 138).Scoprire che Dio è dentro di noi, accanto a noi e che “... risana i cuori affranti e fascia le loro ferite, sostiene gli umili... si compiace di chi lo teme e di chi spera nella sua grazia” (Sl 147).“

 

 

 

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